Il Bounty e la vera storia dei suoi ammutinati

L’ammutinamento del Bounty ha ispirato il racconto di Jules Verne e numerosi film.

Nel 1789 avvenne il più famoso ammutinamento della storia della marina del Regno Unito.

Bounty-a-Tahiti

Nel dicembre del 1787 il vascello mercantile HMS Bounty lasciò il porto di Spithead (Regno Unito) sotto il comando del capitano William Bligh. L’obiettivo era giungere a Tahiti doppiando Capo Horn (Sud America).

A causa delle avverse condizioni del mare, dopo aver tentato invano per oltre un mese di doppiare Capo Horn, il Bounty si diresse verso Capo di Buona Speranza (Sud Africa). Da qui raggiunse Tahiti continuando a navigare verso est.

Giunti sull’isola, il comandante Bligh riuscì a stringere ottimi rapporti con i regali di Otaheite. Questi ultimi riempirono letteralmente il già piccolo vascello con centinaia di piante. Molte di queste erano piante del frutto del pane, destinate ad essere ripiantate nelle colonie inglesi per sfamare gli schiavi.

Il numero sproporzionato di piante a bordo ridusse gli spazi vitali dell’equipaggio. Persino le razioni di acqua vennero ridotte per essere destinate ad alimentare e tenere in vita le piante a bordo.

L’ammutinamento del Bounty

Le condizioni di vita a bordo diventavano sempre più difficili e rendevano sempre più acceso il conflitto tra l’equipaggio e gli ufficiali. Oltre a questo, gran parte dell’equipaggio del Bounty aveva conosciuto a Tahiti la sensualità e la libertà sessuale delle donne. Il pensiero fisso era quello di poter rivivere quello che sembrava il paradiso in terra.

Era il 28 aprile 1789 quando metà dell’equipaggio del Bounty decise di ammutinare lasciandosi guidare dal secondo ufficiale Fletcher Christian.

Il comandante Bligh e l’altra metà dell’equipaggio rimastigli fedele, furono abbandonati in una piccola imbarcazione in mezzo al mare, senza reali possibilità di salvezza. Il comandante Bligh ed i suoi uomini riuscirono, senza possedere carte nautiche a raggiungere, dopo 47 giorni di navigazione, la colonia olandese di Timor.

La distanza percorsa fu di oltre 3600 miglia nautiche. L’impresa rimane ancora oggi un record imbattuto.

Bounty abbandono comandante Bligh

Fletcher al comando del Bounty

Sotto il nuovo comando di Christian Fletcher, gli uomini del Bounty cercarono un’isola dove potersi stabilire. L’isola scelta fu Tubuai.

Il Bounty si diresse quindi verso Tahiti per imbarcare le donne e gli uomini che gli avrebbero aiutati a costruire su Tubuai un fortino creando le basi per una nuova vita. I contrasti con la popolazione di Tubuai costrinsero dopo poco tempo l’equipaggio a tornare a Tahiti. Da Tahiti si spostarono nuovamente in cerca di un nuovo luogo dove stabilirsi, giungendo finalmente sull’isola di Pitcairn.

Il Bounty fu dato alle fiamme per nasconderlo alle ricerche della marina del Regno Unito.

Solo nel 1808, la nave Topaz giunse sull’isola scovando i pochi rifugiati rimasti ancora in vita. Molti degli ammutinati, tra cui Fletcher erano morti negli anni a causa dei conflitti con gli indigeni.

bounty crrew

I film ispirati all’ammutinamento del Bounty

1935 “La tragedia del Bounty”. Regia Frank Lloyd. Tra gli attori Charles Laughton e Clark Gable

1962 “Gli ammutinati del Bounty”. Regia Lewis Milestone. Tra gli attori Marlon Brando e Trevor Howard

1984 “Il Bounty”. Regia Roger Donaldson. Tra gli attori Antony Hopkins e mel Gibson

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