Una storia d’amore nelle spugne di vetro.

Le spugne vitree e la prigione di due gamberetti innamorati.

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Le spugne di vetro Euplectella

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La natura riesce a sorprendere con la sua perfezione anche nelle profondità del mare. Tra i 40 metri e fin oltre i 5.000 metri di profondità, crescono e si sviluppano le spugne di vetro Euplectella. Una specie di spugne marine delle Hyalospongiae, classe dalla quale deriva il nome di spugne di vetro. L’endoscheletro di queste spugne è un intreccio di spicole silicee che le rende quasi indistruttibili. Questa resistente fibra di vetro naturale permette alle spugne di sopportare l’enorme pressione esercitata dalla massa d’acqua in profondità.

Le spugne di vetro o “Cestello di Venere”.

Le spugne di vetro Euplectella abitano le profondità degli oceani da oltre 540 milioni di anni. La fibra di vetro bianca del loro scheletro, cresce intrecciandosi in una maglia sempre più fitta assumendo una forma cilindrica. Da un’analisi al microscopio si riconoscono fino a sette strati di fibra sovrapposti. Ogni strato è spesso solo pochi millimetri. I diversi strati aderiscono tra loro sotto l’azione di un collante naturale. Questa maglia di fibra di vetro può resistere fino all’enorme pressione di 500 atmosfere. Questa è infatti la pressione che si registra a 5.000 metri di profondità.

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Le spugne ed i gamberetti nelle profondità oceaniche.

Trovare un membro della propria specie e magari innamorarsi è estremamente difficile nelle buie profondità del mare. Molti invertebrati si riproducono in queste profondità come i loro simili nelle acque più superficiali,  rilasciando un’enorme quantità di uova e sperma in acqua. Alcune specie hanno sviluppato delle tecniche e strategie meno convenzionali. Decisamente straordinaria è la storia dei gamberetti Spongicola Venusta che abitano le spugne di vetro Euplectella, dette anche “Cestello di Venere”.

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L’interno delle spugne di vetro rappresenta spesso il luogo ideale per l’accoppiamento dei gamberetti. Il maschio e la femmina della specie Spongicola Venusta, quando ancora allo stato larvale, attraversano le maglie delle spugne trovando al loro interno rifugio e nutrimento. Contemporaneamente alla crescita dei gamberetti, avviene la crescita delle spugne le cui maglie di fibra di vetro diventano sempre più fitte. La fitta maglia e la crescita dei gamberetti ostacolano qualunque via di fuga. Il Cestello di Venere diventa così per la coppia di gamberetti una prigione naturale. Rimarranno imprigionati all’interno della spugna per tutta la loro vita. Durante il periodo di riproduzione, le larve dei gamberetti sono di dimensioni sufficientemente piccole da fuoriuscire dalla spugna per trovare un nuovo rifugio in un altro Cestello di Venere durante la loro crescita.

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La simbiosi tra spugne e gamberetti.

Il rapporto tra le spugne di vetro ed i gamberetti è di simbiosi mutualistica. I gamberetti puliscono dai batteri l’interno della spugna ricevendo in cambio nutrimento e protezione.

La storia d’amore dei gamberetti nelle spugne di vetro è sicuramente tra le più romantiche del mondo animale. Sorprendente è il loro “vivere insieme finchè morte non ci separi”. Per questo motivo le spugne di vetro, nella cultura di alcuni paesi asiatici ed in particolare del Giappone, rappresentano il dono ideale per i novelli sposi, come simbolo e auspicio di fedeltà coniugale.

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