Trivelle: il NO di una geologa ed il SI della coscienza

Le trivelle e la corsa al petrolio sono una grave minaccia al nostro mare.

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Il cambiamento è possibile.

Il Referendum è ormai vicino e coscientemente mi sento non solo di votare per il SI ma anche di voler diffondere il mio pensiero e condividerlo con quanti sono ancora alla ricerca di una motivazione valida per muovere un piccolo passo verso un mondo migliore. Ho letto recentemente il post della geologa palermitana Michela Costa che elencava tutte le sue motivazioni per astenersi dal voto o per votare NO ed a lei e a tutti voi faccio appello per capire quanto giuste o sbagliate possano essere le mie idee che, probabilmente non hanno le spalle larghe di una laurea ma, restano chiari e lucidi pensieri sul futuro nostro e quello dei nostri figli.

La parola ambientalista ha in comune con “fondamentalista” e “integralista” il solo suffisso e nessuna idea legata ad estremismo o chiusura mentale al diverso, perchè essere ambientalisti significa desiderare un luogo migliore e più sano dove poter vivere anche a costo di rinunciare a parte del progresso che forse tanto progresso non è. Se anche a te vengono gli occhi lucidi a guardare le immagini di un gabbiano sudicio di petrolio è perchè ambientalista sei anche tu e non hai nessuno motivo per vergognartene, neanche difronte a chi, per scongiurare il pericolo costituito dalle trivelle davanti alle nostre coste, rischierà il suo posto di lavoro. Le energie rinnovabili saranno una fonte di occupazione altrettanto importante in cui la nostra eccellenza italiana potrà farsi valere. Le energie rinnovabili però, potranno diventare realmente interessanti soltanto quando ci staccheremo definitivamente dalla schiavitù dei combustibili fossili e quando finalmente le multinazionali capiranno che si può “guadagnare” anche nel rispetto dell’ambiente. Sicuramente il periodo di transizione non sarà semplice ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare a muovere i primi passi e per fare questo dovretrivelle-al-largommo essere tutti disposti a mettere da parte la nostra auto e pedalare in sella ad una bicicletta, riflettendo sul prossimo acquisto di una quattro ruote elettrica che magari avrà anche un prezzo più accessibile se non siamo solo in due a volerla acquistare.

Non aspettiamo che siano sempre gli altri paesi a fare il primo passo ma andiamo avanti con coscienza a difendere il nostro territorio e le nostre acque costiere e magari diventeremo un esempio da seguire anche per altre nazioni. L’installazione di trivelle richiede il sostegno dello stato che ospita e consente l’estrazione dal sottosuolo nelle proprie acque territoriali. L’Italia per le multinazionali del petrolio è un paradiso, incassando lo stato delle royalties irrisorie solo dopo l’estrazione delle prime 20 mila tonnellate di petrolio o 25 milioni di metri cubi di gas, tutto questo a fronte di rischi ambientali comprensibili anche a chi non possiede una laurea in geologia.

Soltanto difendendo le nostre acque potremo pensare di far valere il nostro diritto a difendere anche le acque internazionali che si estendono oltre le 12 Miglia che fino a qualche secolo fa erano considerate il “luogo di nessuno”, ma oggi invece, con la Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare UNCLOS, sono considerate “proprietà di tutti”.

Se è vero che un incidente a 12,5 miglia ha gli stessi effetti sulle coste di un incidente in acque territoriali è anche vero che per fermare ogni tipo di trivellazione dobbiamo necessariamente iniziare da quelle che minacciano le nostre spiagge ed il nostro mare anche se questo richiederà lo smantellamento di impianti di trivellazione ancora efficienti, con grandi costi di ammortamento. Non farlo è come seguire l’esempio del fumatore che aspetta di finire il pacchetto di sigarette per decidersi di smettere di fumare!

Ognuno con le proprie motivazioni, continuiamo a discutere su questo Referendum, contribuendo a risvegliare nelle nostre coscienze la consapevolezza che delle nostre decisioni dovremo rendere conto anche alle generazioni future.

Facciamo tesoro degli insegnamenti di Mahatma Gandhi: “Sii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Non aspettiamo passivamente che le cose cambino ma rendiamoci artefici di questo cambiamento perchè se possiamo sognare un mondo migliore allora possiamo anche realizzarlo.

 

 

 

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