Come usare la giusta apertura del diaframma

L’apertura del diaframma insieme al tempo di esposizione, sono i due parametri che definiscono le proprietà di uno scatto.

Tempo di lettura: 3 min.

La luce e l’apertura del diaframma

apertura-diaframma-primo-piano

Attraverso la scelta di diversi valori di apertura del diaframma, il nostro scatto avrà una diversa luminosità,  profondità di campo e  nitidezza.

Quando si è in procinto di scegliere una nuova ottica, sarà importante tener conto di alcuni parametri specifici, tra cui la lunghezza focale e la massima apertura del diaframma.

Questi valori sono ben riconoscibili sul nostro obiettivo.

apertura-diaframma-zoom-minolta

Nell’obiettivo in foto ad esempio si avrà una distanza focale di 70-210 mm. ed una luminosità della lente, ovvero l’apertura massima del diaframma, pari a 1:4 meglio espressa come f/4.

Ma cosa significano questi valori?

Il valore indica la massima quantità di luce che attraverso le lenti dell’obiettivo, può raggiungere il sensore.

L’espressione di questo numero è in proporzione inversa, ciò significa che più basso è il numero e maggiore sarà la luce che l’ottica fa passare.

 

Di seguito la scala convenzionale standard delle aperture di diaframma.

f/1 – f/1,4 – f/2 – f/2,8 – f/4 – f/5,6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32 – f/45 – f/64

Dove f/1 definisce l’ottica in grado di far passare più luce, ed f/64 quella che ne fa passare di meno.

La scala è una progressione geometrica in ragione di 1,4 (radice quadra di 2). La differenza che passa tra un valore e il suo successivo viene chiamato in gergo f/stop.

Ad ogni stop corrisponde una sezione del “foro” d’ingresso della luce con un’area dimezzata o raddoppiata rispetto a quella precedente, con relativo incremento o riduzione quindi della quantità di luce.

L’obiettivo nella fotografia precedente ha un’ apertura di diaframma pari a f/4. Se fosse stato specificato ad esempio f/2,8 la luminosità sarebbe stata doppia, perchè come detto sopra, ogni stop corrisponde ad una sezione del foro d’ingresso pari al doppio del precedente.

Di seguito un’altra immagine con variazioni di apertura di diaframma da f/2 ad f/16 in cui è evidente che f/2 apre completamente il diaframma e definisce così il massimo valore di apertura focale.

apertura-diaframma-fstop

Un’ottica più luminosa permetterà di effettuare degli scatti usando anche dei tempi di esposizione più brevi, ciò che può essere determinante per esempio se si scattano delle fotografie sportive quindi con movimenti rapidi, in cui si ridurrà il tempo d’esposizione  al minimo a meno di non voler ottenere effetti particolari.

L’apertura del diaframma potrà essere regolata sulla nostra fotocamera in funzione dello scatto desiderato e quindi con le diverse impostazioni avremo una maggiore o minore apertura delle lamelle che costituiscono il diaframma, lasciando passare più o meno luce.

Cambiare i valori di apertura del diaframma inciderà sul nostro scatto in termini di nitidezza, profondità di campo e diffrazione.

La miglior nitidezza si può ottenere solitamente con valore di f/stop due o tre volte minori rispetto al massimo. A volte viene indicato sull’obiettivo stesso ma il metodo migliore rimane sperimentare da se facendo diversi scatti con valori di apertura di diaframma differenti per scoprire con quale valore minimo (massima apertura) si ottiene la miglior nitidezza.

La profondità di campo, intesa come spazio in cui uno o più soggetti risultano a fuoco all’interno della fotografia, sarà maggiore quanto maggiore sarà il valore di “f” ovvero quanto più chiuso rimarrà il diaframma. Ad esempio nello scatto di panoramiche, in cui si vorrà mettere a fuoco il maggior numero di soggetti, si “chiuderà” notevolmente il diaframma scegliendo dei valori più alti. Al contrario invece, se si hanno due soggetti a diverse distanze e si vuole risaltare il soggetto in primo piano, sfocando il resto, si opterà per un valore di “f” più piccolo che permetterà una più ampia apertura del diaframma, riducendo la profondità di campo. Aumentare il valore di diaframma, ovvero ridurre l’apertura del diaframma, comporterà quasi automaticamente un tempo di esposizione maggiore.

Il problema della diffrazione si presenta quando vengono scelti valori di diaframma troppo alti, a cui corrispondono cioè delle minime aperture delle lamelle del diaframma, costringendo i raggi di luce, nel passaggio attraverso uno spazio così piccolo, ad interferire fra di loro. L’immagine perde in questo caso di nitidezza ed appare sfocata. Una buona prassi è sperimentare i valori massimi di apertura del diaframma da poter scegliere sul proprio obiettivo.